Dati personali

Quando ero bambino non andavo matta per gli orsacchiotti, le bambole o altri giochi. Preferivo salire sugli alberi, fare scherzi o uscire con i miei amici per la città.

 

Una parte del giardino della nostra casa era utilizzato da un rigattiere come magazzino all’apero. Esso contenva ogni genere di anticaglie e di conseguenza un sacco di materiale per costruire case sugli alberi, altalene, «macchine» ed ogni altra cosa passasse per la testa di unabimba ingegnosa.

La prima pietra sulla strada verso la creatività era stata posta.

 

Durante l’adolescenza mi piaceva creare vestiti, dipingere, fare a maglia e ricamare: in generale fare a mano degli oggetti. Non sono mai riuscita a scegliere solo un hobby.

 

Nel maggio del 1985, visitando una mostra d’arte, rimasi affascinata da alcune mambole che avevano viso, mani e piedi in porcellana. Erano talmente reali da sembrare veri.

 

 

 

 

 

1.       «Devi provarci anche tu», mi sono detta, ed ho cominciato a dedicarmi intensamente a modellare teste di bambole utilizzando differenti materiali e tecniche. Gradualmente miglioravo la mia tecnica fino a quando sono finalmente arrivata ad un risultato presentabile.

 

 

Una volta ottenuti dei visi «reali», ho cominciato

a dedicarmi alle altre parti del corpo.